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Padre Mario Borzaga


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Eucaristia

Gli scritti > Le perle

Il diario eucaristico: filo d'oro del suo sacerdozio.

Tutti conosciamo i Diari di P.Mario Borzaga. Cos'è allora “il Diario eucaristico”?E' un documento inedito, praticamente sconosciuto e che ho così definito, trattandosi della più accurata annotazione delle Messe celebrate che abbia mai vista. Non vi nascondo l'emozione e lo stupore provati nell' aprire il testo originale. E' un vero gioiello di spiritualità sacerdotale. Si possono meditare la Parola di Dio, i trattati di spiritualità, le vite dei santi, i loro scritti. Fino ad oggi non avevo mai meditato una testimonianza così originale: un “diario” delle Messe celebrate!

Entriamo dunque in questo luogo dell'adorazione e della celebrazione, dove il nostro “
sacerdote - apostolo - missionario e martire”, come più volte si è definito lui stesso, ha costruito giorno dopo giorno il cammino dell'uomo felice…verso la felicità, sinonimo di santità, o meglio di santificazione. La ricordate? E' “...la strada che conduce a Dio “?

Abbiamo tra le mani un quaderno a quadretti di circa 50 pagine.Dal 24 febbraio 1957, giorno della Ordinazione sacerdotale fino al 24 Aprile 1960, P.Mario scrive il Diario della “fedeltà eucaristica”: la celebrazione
quotidiana di 1158 Messe, annotate con dovizia di particolari. Sottolineo innanzitutto quotidiana, sapendo dalla lettura dei Diari, dalla storia della Missione e per esperienza personale, quante e quali difficoltà potessero opporsi a questo impegno.Mario non si limita ad annotare il numero progressivo delle Sante Messe.Inizia il 24 Febbraio '57: “ Domenica di Sessagesima: Ordinato sacerdote in eterno da Sua Ecc. Mons. Blanchet, Vescovo di Aosta. Te Deum laudamus”. Ogni giorno, per 1158 volte, preciserà: il giorno della settimana e del mese, la liturgia del giorno, con i nomi delle feste, delle Messe votive e feriali, l'intenzione della Messa, il colore liturgico e il luogo della celebrazione.

Questo quadernetto è dunque anche una preziosa pagina di storia e di geografia della Chiesa del Laos in quegli anni.. Noi possiamo sapere dove si trovava P. Mario in ognuno dei 1158 giorni del suo cammino sacerdotale.Si passa dall'altare della Cappella dello Scolasticato, a quello piccolo dell'Oratorio o della Tribuna, dal Duomo di Trento alla chiesa di un paesino delle valli bergamasche, in occasione di due giornate missionarie, per raccogliere offerte per la nuova Missione. Poi sarà la volta delle cappelle nei villaggi lungo il Mekong o sulle montagne, in foresta o in città: ogni luogo è segnalato con il nome proprio. E gli altri scritti non fanno che confermare la sua meticolosa, meglio dire, soprannaturale precisione: per Dio, per la sua Chiesa , si fanno le cose bene fino in fondo!Qui mi par di sentire una tiratina d'orecchie !…Voi, no?.

Possiamo confrontare questa “fedeltà eucaristica” con la vita quotidiana, con i problemi concreti che la Missione presenta. Si tratta di difficoltà di ordine materiale, perché non si sente adatto a certi lavori pesanti. Ci sono poi le sofferenze dello spirito, del cuore, dell' apostolo che vorrebbe dare tutto, di più, meglio. Allora scrive pagine meravigliose, la cui luce ha la sua sorgente in quelle noticine del “quaderno delle messe”, giorno dopo giorno, in continua attesa e contemplazione dell'Amato. Sono infatti centinaia le espressioni di amore, ma anche di adorazione, di ringraziamento nei suoi scritti editi e inediti.

Nei tre anni e due mesi di sacerdozio, solo tre volte non ha potuto celebrare: il 13, 14 e 15 febbraio del 1958, perché si trovava “
in foresta”. Ma ha celebrato, sempre in foresta, dalle parti di Paksane, la Messa N ° 358: è l'11 febbraio, Centenario dell' Apparizione della Madonna a Lourdes! E proprio a Paksane ho pregato, l'11 febbraio 2000, davanti all' unica Grotta e Chiesa di Lourdes esistente nel Laos.

Il Diario del 1958 spesso tace, ha dei vuoti, ma nel registro personale delle Messe, come in tutta la sua storia con il Signore, Mario non manca all' appuntamento con “
l'amore della sua infanzia e forza della sua giovinezza

Non so se questa è una meditazione o una storia – comunque una storia di Amore - so però che a volte fa bene meditare sulla storia per leggervi i “segni”: cosa vuole Dio anche da me?Il tema del sacerdozio, dell' Eucaristia – Messa, Tabernacolo, Adorazione…- è trasversale e permanente. Possiamo però indicare il Diario del '56-'57 -“Verso la felicità” – specie i mesi che corrono tra ottobre '56 e luglio '57. come piccolo manuale eucaristico e come tema di meditazione per la preparazione al Sacerdozio o all'anniversario dell'Ordinazione.

Sono numerosi i testi che ci invitano a riflettere e anche a ringraziare il Signore per averci messo accanto, per alcuni di noi anche fisicamente, una persona non solo ammirabile, ma imitabile.Mario Borzaga ha fatto della Croce, dell' Eucaristia e di Maria , il centro e il culmine della sua vita. Se lo ha fatto lui, e molti come lui, perché non posso farlo anch'io?

L'olio della sua lampada non si esaurisce mai e la penna registra ciò che il cuore detta: “
Stamane mi sono impegnato in modo speciale con Gesù Eucaristia”, da una parte, per eliminare un difetto, dall'altra, per decidere di morire per il Signore e per i fratelli: “ Fratelli miei, voi che soffrite,…un giorno sarò simile a voi, nel pianto e nel sangue” (4 Nov. '56).

Poco dopo continua: "
Bellissima giornata di ritiro mensile. L' attendevo per sostare tutto il tempo che mi fosse possibile davanti a Gesù Eucaristia. E' una consuetudine che data dal mio primo ritiro allo Scolasticato nel dicembre 1953".

Mario non parla molto della Confessione; non è ancora in uso il termine riconciliazione, che gli sarebbe senz'altro piaciuto, ma quando ne parla, è sempre nel contesto dell' Eucaristia:
Gesù vuole essere portato da cuori e da mani pure”.

Un mese prima dell' Ordinazione, scrive: “
Il sacramento della confessione è il mistero del peccatore perdonato; è la Santa Messa che continua, in quanto il Sangue di Cristo scende dall'Altare a lavare le anime pentite. Io intanto m'avvicino al Sacerdozio come una madre s'avvicina al momento del parto”.

E ancora, il 28 febbraio: “
Ho celebrato la mia prima Messa al Sacro Cuore …( Una devozione forte e costante che lo accompagnerà fino all' ultimo giorno)… Me ne vado dall'altare come se mi allontanassi dal Calvario: nessuna parola umana è capace di dire quello che è avvenuto fra le mie mani…Silenzio e basta; poi compiere tuti gli altri doveri come se fossero azioni della Messa”.

Prima di riprendere in mano la copia del “diario eucaristico”, <filo d'oro del suo sacerdozio>, facciamo nostro un grido di gioia e di ringraziamento:
Quanta gioia in queste giornate di sacerdozio. Mi sento totalmente sacerdote, anche se dico solo la Messa”. (3 marzo '57)

E' prete da una settimana. Sta ancora sognando? Forse sì. O forse no. Ma noi sappiamo che il canto di Lodi mattutine proseguirà nel meriggio fino al tramonto del cammino sacerdotale, come fa fede il suo straordinario “diario delle Messe celebrate”, che abbiamo chiamato anche “quaderno della fedeltà eucaristica”:
…ho pregato Gesù per il mio sacerdozio, perché il mio Sacerdozio è completamente suo e perciò deve essere santo”.

La serie ininterrotta delle 1158 Messe si ferma al 24 aprile 1960: Domenica in Albis. Non sappiamo se P. Mario abbia celebrato “in foresta” con Xiooj, il giovane catechista. Gli ultimi 4 giorni li passa a Kiukatian, con p. A. Zanoni, che lo vedrà allontanarsi sulle “piste senza ritorno”.

In Albis”: è l'ultima parola, scritta da Mario Borzaga, che sia giunta a noi !
Indica la bianca veste dei neo- battezzati. Una foto lo ritrae con p. Luigi Petrin, Provinciale italiano in visita, durante la Veglia Pasquale del 16 aprile.

In albis” : “alba”, cioè candida, ma anche aurora, inizio di un nuovo giorno senza fine!
Bianca sarà anche la sua veste, lavata nel sangue dell'Agnello…Lo sapeva? Forse sì, lo presagiva. Non aveva infatti scritto 4 anni prima: “
… anch'io sono stato scelto per il martirio?”.

E Santa Teresa del B.G.: “
i missionari sono tutti martiri?”. (lettera, 9 – V – 1897)

(p. Angelo Pelis omi, Meditazioni)






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