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Padre Mario Borzaga


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Agenzia Fides 21/07/2009

ASIA/LAOS - La piccola Chiesa laotiana ricorda Mons. Vorachack, Vicario Apostolico di Savannakhet
Savannakhet (Agenzia Fides) - Una comunità in lacrime, unita nel dolore, ma anche certa e fiduciosa nell'abbraccio del Padre, ha ricordato nei giorni la figura di Monsignor Jean Sommeng Vorachack, Vicario Apostolico di Savannakhet, deceduto dopo una incurabile malattia. La celebrazione delle esequie, tenutasi il 18 luglio scorso nella Chiesa parrocchiale San Luigi di Thakhek, è stata presieduta da S.E. Mons. Louis-Marie Ling, Vicario Apostolico di Paksé, e concelebrata da S.E. Mons. Salvatore Pennacchio, Delegato Apostolico, dal Vicario Apostolico di Vientiane, S.E. Mons. Jean Khamsé, dall'Amministratore Apostolico di Luang Prabang, Mons. Tito Banchong, da S.E. Mons. Louis Chamniern, Arcivescovo di Tharae-Nongseng (Thailandia), da S.E. Monsignor Emile Destombes, Vicario Apostolico di Phnom Penh e Presidente della Conferenza Episcopale di Cambogia e Laos (CELAC). Erano presenti inoltre il Vice-Provinciale dei religiosi Redentoristi, oltre a numerosi sacerdoti laotiani, thailandesi e vietnamiti.
La chiesa era gremita di fedeli che - per lo spazio limitato del luogo di culto - sono stati sistemati in varie tende disposte negli spazi adiacenti della parrocchia, per un totale di oltre duemila fedeli.
All'inizio della Santa Messa, Monsignor Pennacchio ha rivolto parole di cordoglio e di solidarietà ai familiari di Mons. Sommeng, al Vicariato e alla Comunità cattolica del Laos, dando lettura del messaggio di condoglianze del Santo Padre e del Cardinale Prefetto del dicastero di "Propaganda Fide", S. Em. il Card. Ivan Dias. Alla fine della Messa, dopo la benedizione della salma, il feretro è stato portato per la sepoltura nel cimitero del villaggio natale di Mons. Sommeng, a circa 30 chilometri di distanza da Thakhek. Una lunga colonna di vetture e autobus ha preceduto il carro funebre sostando lungo il cammino in diversi villaggi, dove i fedeli hanno potuto dare il saluto al loro compianto Pastore.
Nella parrocchia del villaggio natale di Mons. Sommeng, a Xienwang, vi è stata un'altra sosta per la preghiera e per ricordare lo zelo e la dedizione pastorale del Vescovo. Il Rettore del Seminario Maggiore di Thakhek, Don Prida Inthirath, ha letto un discorso di commiato all'amato Pastore, menzionando le tappe della sua vita e del suo ministero pastorale. Nel cimitero, attiguo alla parrocchia, si è svolta la cerimonia di sepoltura, alla presenza di vescovi, sacerdoti, religiose e numerosi fedeli.
Tutti hanno ricordato l'amabilità e la saggezza di di Mons. Sommeng, che è stato un punto di riferimento importante nella piccola comunità cattolica laotiana, che ha saputo attraversare tempi difficili, conservando la fiammella delle fede della speranza. (PA)




Agenzia Fides 06/05/2009

ASIA/LAOS - Nuovo Centro per audiolesi a Luang Prabang
Luang Prabang (Agenzia Fides) - La Chiesa cattolica continua a fornire un eccellente contributo per il bene della società laotiana, soprattutto in favore dei poveri e degli emarginati: in quest'ottica si inserisce la recente inaugurazione, svoltasi il 3 maggio, del "Luang Prabang Educational School for Disabled Children", un Centro per bambini audiolesi che accoglierà e curerà l'istruzione di numerosi bambini provenienti dalla zona e da altre parti del Laos. Alla cerimonia di inaugurazione della struttura hanno preso parte esponenti delle autorità civili (fra i quali il vice-Governatore di Luang Prabang), il Delegato Apostolico in Laos, S. Ecc. Mons. Salvatore Pennacchio, altri rappresentanti della Chiesa cattolica locale, due delegati del Comitato per gli Interventi Caritativi per il Terzo Mondo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
Il progetto si inquadra in un piano di cooperazione con il Laos nel campo educativo, socio-assistenziale e della fornitura di attrezzature mediche, che da molti anni, la Delegazione Apostolica promuove, in particolare attraverso il sostegno economico del Comitato CEI per il Terzo Mondo.
Nell'indirizzo di saluto, le autorità civili laotiane hanno sottolineato il notevole contributo della Conferenza Episcopale Italiana nella realizzazione di diverse opere nei settori educativo, sanitario e socio-assistenziale. A nome del Governo del Laos, le autorità hanno espresso la loro gratitudine ai donatori italiani e alla Santa Sede, lodando la cooperazione promossa da lungo tempo con tante opere realizzate nelle diverse province del paese. Il vice-Governatore ha ammirato la Scuola che offre "una luce per i bambini" che già la frequentano con buoni risultati.
Mons. Pennacchio ha espresso il suo compiacimento per la realizzazione dell'opera a favore dei bambini audiolesi grazie alla collaborazione sia delle autorità provinciali di Luang Prabang, che hanno messo a disposizione il terreno per la costruzione del Centro, sia dei donatori italiani, presenti con due rappresentanti della CEI: l'opera è stata realizzata grazie ai fondi provienienti dall'8 per mille, e vedrà al suo interno la presenza delle Suore della Carità di S.Giovanna A. Thouret.
Il Centro è già funzionante, e accoglie attualmente una quarantina di ragazzi e ragazze. Il Delegato Apostolico ha rilevato che fa parte della missione intrinseca della Chiesa Cattolica esprimere la solidarietà e la vicinanza alle persone che sono nel bisogno, senza esclusione di razza o di religione, riprendendo le parole di Papa Benedetto XVI dell'Enciclica Deus Caritas Est. Al termine della cerimonia, i ragazzi audiolesi, indossando gli abiti tradizionali, hanno eseguito alcune danze tipiche locali riscuotendo il plauso dei presenti. (PA)




Agenzia Fides 26/01/2008

ASIA/LAOS - Un nuovo sacerdote laotiano: crescono le speranze per la Chiesa
Savannakhet (Agenzia Fides) - Ogni nuovo sacerdote è un grande dono per la comunità cattolica del Laos: è quanto ha detto S. Ecc. Mons. Salvatore Pennacchio, Delegato Apostolico in Laos, intervenendo alla ordinazione sacerdotale di P. Matthieu Somdet Kaluan, svoltasi nei giorni scorsi nel Vicariato Apostolico di Savannakhet.
Alla celebrazione, presieduta dal Vicario Apostolico del luogo, S. Ecc. Mons. Jean Sommeng Vorachak, hanno partecipato oltre duemila fedeli, nonché alcuni monaci buddisti che hanno voluto condividere la gioia della Chiesa locale.
Il nuovo sacerdote è un laotiano originario della stessa provincia di Savannakhet e ha seguito un cammino di formazione all'interno del Laos e all'estero. La comunità cattolica gioisce per un altro servitore del Vangelo che "porterà la Buona Novella a quanti non la conoscono", ha sottolineato Mons. Vorachak.
L'ordinazione dimostra la progressiva rinascita della Chiesa in Laos. Nell'ultimo triennio si sono tenute diverse ordinazioni sacerdotali (vedi Fides 10/1/2008), segno dell'apertura del governo alla presenza della fede cattolica nel paese.
Attualmente il personale ecclesiale in Laos è ancora largamente insufficiente per la pastorale ordinaria e ogni sacerdote operante nel paese è incaricato del servizio in più parrocchie. Nel Vicariato di Savannakhet vi sono attualmente 9 sacerdoti per circa 13mila fedeli cattolici, sparsi per la maggior parte in villaggi rurali. (PA)




Uca News 09/01/2008

LAOS Ordinato un altro sacerdote laotiano Oblato di Maria
PAKXAN, 9 gen 08 - Ancora un'ordinazione sacerdotale in Laos. Si tratta di padre Benedict Bennakhone Ithirath, 35 anni, Oblato di Maria (OMI), che è stato ordinato il 29 dicembre a Pakxan, sua parrocchia di origine, da mons. Jean Khamse Vithavong, vicario apostolico di Vientiane, dove sarà incardinato. Hanno concelebrato la liturgia, alla presenza di 3mila fedeli e di alcune autorità locali, i vescovi degli altri tre vicariati apostolici del Laos: Tito Banchon Thopayong, Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, Jean Sommeng Vorachak. Presente anche il Nunzio apostolico mons Salvatore Pennacchio. Quinto di una famiglia di undici figli, padre Bennakhone ha completato i suoi studi superiori in Australia, dove è stato ordinato diacono il 14 giugno dell'anno scorso. Con la sua ordinazione salgono a cinque il sacerdoti laotiani (tutti Oblati di Maria) ordinati in questi ultimi due anni con il benestare delle autorità laotiane, dopo tre decenni di persecuzioni e assenza di vocazioni. Sembra dunque confermarsi il nuovo corso del regime comunista al potere dal 1975, che ha concesso timide aperture in tema di libertà religiosa solo a partire dal 1991, con l'approvazione di una nuova Costituzione.
Oggi il Laos conta 35-40mila cattolici su una popolazione di circa 6milioni di abitanti, in maggioranza buddisti e animisti. Dopo l'espulsione di tutti i missionari stranieri nel 1975, oggi la vita della Chiesa locale dipende in larga parte dai fedeli laici. Un particolare legame con il Laos lo hanno appunto gli Oblati di Maria Immacolata. Più di 100 di loro, soprattutto francesi e italiani, sono stati missionari nel Paese tra il 1935 e il 1975. Durante la guerra, sette Oblati furono uccisi e, dopo la vittoria dei comunisti, tutti gli altri espulsi.
(Ucan - ZENGARINI)





Agenzia Fides 07/09/2007


ASIA/LAOS - La piccola Chiesa in Laos nel suo cammino verso Cristo per fortificare la fede, fra le difficoltà: intervista a S. Ecc. Mons. Jean Khamsé Vithavong, OMI, Vicario Apostolico di Vientiane
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “Veniamo qui come figli della Chiesa pronti a servire a ad ascoltare la Chiesa in Roma. La visita Ad limina fa sì che non ci sentiamo soli. Non siamo abbandonati a noi stessi: è molto importante per noi vedere che il Papa e tutti i suoi collaboratori si preoccupano per noi, che siamo una Chiesa molto povera e piccola. Anche se è così, nella Chiesa universale siamo presi in considerazione e siamo molto incoraggiati per la nostra missione in Laos”: lo ha detto all’Agenzia Fides S. Ecc. Mons. Jean Khamsé Vithavong, OMI, Vicario Apostolico di Vientiane, a Roma per la visita Ad limina dei Vescovi di Laos e Cambogia.Mons. Khamsé ricorda che la Chiesa laotiana è una comunità giovane, che ha conosciuto il Vangelo circa 120 anni fa, “grazie ai primi missionari provenienti dalla confinante Thailandia, in quanto i due paesi sono molto simili per lingua, etnia, cultura. Furono i sacerdoti delle Missioni Estere di Parigi (MEP), a fondare i primi insediamenti nel 1885. Poi si son spinti al Nord e al Sud, fino alla nascita del primo Vicariato Apostolico, nel 1899, che all’epoca aveva circa 10mila battezzati. Successivamente, nel 1935, sono giunti anche gli Oblati di Maria Immacolata (OMI)”. Il Vescovo nota che “i missionari sono stati una presenza preziosa per il popolo, hanno imparato la lingua, hanno condiviso la vita della gente, hanno portato il Vangelo e aiutato la formazione di una prima piccola comunità cattolica locale”. Questo percorso subì una brusca interruzione nel 1975, quando, con l’avvento dei socialisti “Pathet Lao”, i missionari furono costretti a lasciare il paese: “Noi pochi preti laotiani siamo stati lasciati soli. Si è aperto un periodo molto difficile per la Chiesa in Laos. Alcuni preti e Vescovi furono messi in prigione. La situazione, dopo circa 15 anni, si è leggermente ammorbidita e fino a oggi è ancora migliorata, con una maggiore apertura delle autorità nel concederci più libertà; ma ciò non significa che le cose siano profondamente cambiate”.In questa situazione di sofferenza, vi sono piccoli segnali di speranza, come le recenti ordinazioni di alcuni preti cattolici. Nel paese ve ne sono attualmente solo 15 (per 43.400 fedeli) e una delle priorità della Chiesa è incrementare la pastorale delle vocazioni al sacerdozio: “Va notato che il governo non concede i visti di ingresso a insegnanti stranieri. E la preparazione che noi possiamo dare ai giovani in cammino verso il sacerdozio non è sufficientemente adeguata a quella che occorre per essere prete, dal punto di vista filosofico e teologico. Abbiamo aperto un Seminario nella diocesi di Savannakhet, ma la questione della carenza di insegnanti resta problematica. Facciamo quello che possiamo, sperando anche nell’aiuto delle Congregazioni religiose, come quella degli Oblati di Maria Immacolata, o nella possibilità di inviare i seminaristi per periodi di studio all’estero”. Un lavoro egregio la Chiesa laotiana lo sta svolgendo anche verso il laicato: “Occorre prendersi cura dei laici, che pian piano stanno crescendo: oggi in Laos, vi sono oltre 250 catechisti. Nella mia diocesi di Vientiane, poi, vi sono tre suore filippine che si prendono cura delle coppie, dei bambini e soprattutto dei giovani. Un gruppo di loro ha partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù, e sperano di poter andare in Australia per la GMG 2008. Le religiose (sono Figlie della Carità) fanno del loro meglio. E’ quanto possiamo fare nella situazione in cui siamo, come giovane chiesa asiatica. Confidiamo in Dio, nell’aiuto della Chiesa in Roma, nel sostegno delle congregazioni religiose”.I membri di ordini religiosi hanno dato anche la vita per la Chiesa laotiana. Mons. Khamsè ricorda due missionari OMI, suoi confratelli, che sono stati di esempio per il popolo laotiano: p. Mario Borzaga (di cui è in corso la causa di beatificazione) e p. Marcello Zago: “Conobbi p. Mario Borzaga quando ero molto giovane: era un buon musicista e ho suonato con lui. Era una persona delicata e trasparente. Di p. Marcello Zago ho apprezzato il cuore aperto, caritatevole e dialogico: ricordo il rapporto che riuscì a stabilire con i monaci buddisti, fatto di condivisione di vita e amicizia sincera. Poi fu chiamato a Roma a ricoprire incarichi importanti, ma il suo carisma è rimasto intatto”.Anche grazie al loro contributo, nota il Vescovo, “la religione cattolica, considerata generalmente ‘religione straniera’, viene conosciuta meglio, ed è mutata in senso positivo l’opinione generale verso la nostra fede. Oggi abbiamo conversioni, anche se non possiamo mostrarlo troppo apertamente e ufficialmente. I semi della fede crescono gradualmente”. (PA)



Agenzia Fides 27/04/07

ASIA/LAOS - Il “Don Bosco Centre”, fiamma di speranza per i giovani laotiani: il messaggio evangelico fra l’istruzione e lo sport
Vientiane (Agenzia Fides) - Sono dei laici, ex allievi salesiani, a tenere vivo in Laos il carisma di don Bosco attraverso le attività di pastorale giovanile del “Don Bosco Centre”, gestito dal sig. Sanya, ex allievo salesiano. A tre anni dalla sua nascita - come informa l’agenzia salesiana Ans - il “Don Bosco Centre” ha raggiunto notevoli progressi, nonostante alcuni momenti di crisi in cui ha rischiato la chiusura. Oggi il centro salesiano di Vientiane vede la presenza di 12 insegnati e 24 studenti, la qualità della sua formazione tecnica ed educativa è ben conosciuta e ha intessuto legami di collaborazione con 14 aziende di veicoli meccanici ed elettriche. Il progetto dell’opera mira ad uno sviluppo della scuola tecnica in grado di accogliere più allievi e insegnanti. Gli studenti, oltre alle attività scolastiche, partecipano a varie iniziative di formazione, a momenti di spiritualità e di preghiera e ad attività sportive.Vista questa esperienza, i Salesiani stanno pensando di accrescere la loro presenza in Laos, per offrire un contributo alla pastorale della Chiesa locale, attraverso il loro specifico carisma.I primi passi del Salesiani in Laos sono avvenuti nel 2004, quando dalla Tailandia è partita l’iniziativa evangelizzatrice verso la Cambogia e verso il Laos, interamente portata avanti da ex allievi laotiani, sotto l’assistenza dei confratelli da Bangkok.Proprio grazie agli ex allievi, la Famiglia Salesiana è unita e ben animata. L’espansione in Cambogia e Laos mostra lo spirito missionario salesiano, che si giova dell’aiuto prezioso di insegnanti ed educatori. Come in tutta la Chiesa dell’Asia-Oceania, si dà un’importanza strategica alle strutture di educazione (scuole accademiche e centri di formazione professionale). Per questo la maggioranza dei religiosi e laici Salesiani è impegnata nel settore scuola. In alcune zone, poi, un altro tratto tipico sono le opere sociali, che rappresentano un aiuto rilevante per i giovani poveri. I cattolici in Laos sono circa 42mila, su una popolazione di 5,4 milioni di abitanti, in larga maggioranza buddisti. (PA) (Agenzia Fides 27/4/2007 righe 26 parole 258)



Agenza FIDES 17/01/2007

ASIA/LAOS - Ordinazione sacerdotale nel Vicariato Apostolico di Paksé, la prima dopo 50 anni
Paksé (Agenzia Fides) - Dopo 50 anni dall’ultima ordinazione, il Vicariato Apostolico di Paksé, in Laos, ha la gioia di accogliere nella sua comunità un nuovo sacerdote laotiano. Il 30 dicembre 2006 Mons. Louis Marie Ling Mangkhanekhoun, Vicario Apostolico di Paksé, ha consacrato don Andrew Souksavath Nouane Asa, in una solenne Celebrazione Eucaristica tenutasi nella parrocchia di san Giuseppe, nel villaggio di Khampeng, provincia di Champasak. L’evento rappresenta una festa e una grande gioia per l’interna comunità cattolica laotiana, che negli ultimi tempi ha visto moltiplicarsi i segni di speranza.Alla Solenne Eucarestia hanno partecipato i quattro Vescovi laotiani, due Vescovi giunti dalla Thailandia, circa 25 sacerdoti da Laos, Cambogia, Thailandia, e oltre 1.500 fedeli giunti da tutto il paese. Il Delegato Apostolico della Santa Sede per il Laos, Mons. Salvatore Pennacchio, era rappresentato per l’occasione dal Segretario della Nunziatura, Mons. John Kallarackal. Nel messaggio rivolto all’assemblea, letto prima della conclusione della celebrazione, il Delegato ha esortato il nuovo prete a una profonda spiritualità e a porsi interamente al servizio della piccola comunità cattolica laotiana. Presenti alla celebrazione anche rappresentanti delle autorità civili locali e leader di altre religioni. Grazie all’ordinazione di p. Adrew, ora il Vicariato Apostolico di Paksé ha quattro sacerdoti. Di recente anche altri Vicariati apostolici hanno avuto nuove ordinazioni sacerdotali: don Pietro Wilaiphorn Phonasa e don Luca Sukpaphorn Duangchansai sono stati ordinati sacerdoti il 9 dicembre nel Vicariato Apostolico di Thakhek, nel Sud del paese; il 18 giugno 2006 è stato ordinato p. Somphone Vilavongsy, degli Oblati di Maria Immacolata (OMI), nel Vicariato di Vientiane.I cattolici in Laos sono circa 42mila, su una popolazione di 5,4 milioni di abitanti, in larga maggioranza buddisti. (PA)(Agenzia Fides 17/1/2007 righe 26 parole 260)



Agenzia Fides 12/12/2006

ASIA/LAOS - Nuove Ordinazioni sacerdotali in Laos: segnali di speranza per la piccola comunità cattolica
Thakhek (Agenzia Fides) - La piccola Comunità cattolica del Laos è in festa per due nuovi sacerdoti laotiani che arricchiranno la pastorale della Chiesa locale. Il 9 dicembre scorso Pietro Wilaiphorn Phonasa e Luca Sukpaphorn Duangchansai sono stati ordinati sacerdoti da Mons. Giovanni Sommeng Worachak, Vicario Apostolico di Thakhek, nel Sud del Laos. L’Ordinazione segue di alcuni mesi quella di P. Somphone Vilavongsy degli Oblati di Maria Immacolata (OMI), avvenuta il 18 giugno scorso. P. Somphone è stato il primo Oblato ordinato dopo trent’anni nel Vicariato di Vientiane, la capitale del Laos. Alla celebrazione di Ordinazione di don Pietro e don Luca erano presenti i quattro Vicari Apostolici del Laos, e due Vescovi giunti dalla vicina Thailandia. Vi erano molti preti e oltre 2500 fedeli, mentre hanno voluto partecipare anche le autorità civili a una rappresentanza della comunità buddista. Il Nunzio Apostolico in Thailandia, che è anche Delegato Apostolico del Laos, era rappresentato dal Consigliere di Nunziatura Mons. Brian Udaigwe. Nel messaggio inviato, il Nunzio ha affermato che l’Ordinazione sacerdotale è un grande onore ma anche una grande responsabilità e ha assicurato la preghiera e la sollecitudine pastorale del Santo Padre.Il giorno seguente, il 10 dicembre, i due nuovi sacerdoti hanno celebrato la loro prima Messa nei rispettivi villaggi di origine, alla presenza delle autorità civili locali. Entrambi sono nati nel 1977 e hanno completato i loro studi al Seminario Maggiore Nazionale di Thakhek, che funziona regolarmente e oggi accoglie 14 seminaristi. In questa regione, in riva al Mekong, tra Thailandia e Cambogia, la Chiesa da qualche anno gode di relativa libertà. Attualmente, dei quattro Vicariati Apostolici esistenti in Laos, solo quello di Luang Prabang, al Nord, soffre la carenza di clero: può infatti contare solo sulla presenza dell’Amministratore Apostolico, mons. Tito Banchong Thopanhom, coadiuvato da alcuni catechisti. I cattolici in Laos sono circa 42mila, su una popolazione di 5,4 milioni di abitanti, in larga maggioranza buddisti. (PA)(Agenzia Fides 12/12/2006 righe 26 parole 260)



Agenzia Fides 6/12/2006

EUROPA/ITALIA - Avvento con le riflessioni via SMS di p. Mario Borzaga, missionario ucciso in Laos nel 1960
Roma (Agenzia Fides) - Ritorna a distanza di tre anni “Avvento con p. Mario”, un’iniziativa proposta dal Movimento Giovanile Costruire della Calabria per vivere il periodo di Avvento in compagnia di p. Mario Borzaga, degli Oblati Missionari di Maria Immacolata (OMI). Ogni tre giorni fino a Natale molti giovani del Movimento Giovanile Costruire di tutta Italia, tanti Missionari Oblati, consacrate, famiglie, ricevono via SMS sul cellulare una frase tratta dai Diari di questo giovane Missionario Oblato ucciso nel maggio 1960 in Laos. Come informa p. Pasquale Castrilli in un comunicato inviato a Fides, le frasi sono uno spunto per vivere bene il periodo di Avvento provando a crescere nella radicalità sull’esempio di p. Mario, e sono uno strumento utile per conoscere meglio questo missionario di cui è stata recentemente aperta la causa di beatificazione e canonizzazione (vedi Agenzia Fides 2/10/2006). Le persone raggiunte direttamente dai messaggi hanno accolto l’iniziativa con grande entusiasmo perché è anche un modo per far crescere il rapporto tra persone che vivono magari a centinaia di chilometri di distanza. (S.L.) (Agenzia Fides 6/12/2006; righe 13; parole 181)



Agenzia Asia News 5/12/2006

Laos: il 9 dicembre, 2 nuove ordinazioni sacerdotali - A pochi mesi dalla storica ordinazione di p. Vilavongsy, avvenuta dopo 30 anni di persecuzione, la piccola comunità cattolica laotiana festeggerà il sacerdozio di Pietro Wilaiphorn Phonasa e Luca Sukpaphorn Duangchansai. Takhek
(AsiaNews) – La piccola comunità cattolica del Laos è pronta per festeggiare 2 nuove ordinazioni sacerdotali: il prossimo 9 dicembre, infatti, Pietro Wilaiphorn Phonasa e Luca Sukpaphorn Duangchansai diverranno sacerdoti. Sarà mons. Giovanni Sommeng Worachak, Vicario apostolico di Takhek (parte meridionale del Paese) ad ordinarli.La doppia ordinazione avviene a pochi mesi da quella storica di p. Somphone Vilavongsy, oblato di Maria Immacolata, avvenuta il 18 giugno scorso a Vientiane dopo 30 anni di persecuzione e di assenza di vocazioni. Nel Paese dal 1975 non è possibile entrare e operare per nessun istituto religioso internazionale con membri stranieri. Ci sono case di formazione delle suore Amanti della Croce (vietnamite) e delle Suore di carità di S. Giovanna Antida (francesi): tutte giovani e laotiane. Esiste un seminario maggiore, approvato ma ben controllato, con educatori e docenti laotiani, a Takhek, dove la Chiesa gode da qualche anno di relativa libertà. Un religioso, come turista, si reca in Laos una volta all'anno per otto giorni e tiene un intensissimo corso di teologia.Gli Oblati hanno un particolare legame con il Laos. Più di 100 di loro, soprattutto francesi e italiani, sono stati missionari nel Paese tra il 1935 e il 1975, anno in cui presero il potere i comunisti del Pathet Lao. Una piccola, ma viva comunità si era sviluppata e alcuni villaggi erano quasi interamente cattolici. Durante la guerra, sette Oblati furono uccisi e, dopo la vittoria dei comunisti, tutti gli altri espulsi.Il Laos ha circa 6 milioni di abitanti: di questi, poco più di 42mila sono cattolici, divisi per i 4 Vicariati apostolici del Paese. Quello di Luang Prabang, al nord, soffre di una carenza praticamente totale di clero; può infatti contare solo sulla presenza dell’Amministratore apostolico, mons. Tito Banchong Thopanhom, coadiuvato da alcuni catechisti.



Agenzia Fides 13/10/2006

EUROPA/ITALIA
Due nuovi “Servi di Dio”: iniziato il processo di Canonizzazione per p.
Mario Borzaga, missionario OMI, e per il catechista Thoj Xyooj Paolo, uccisi in Laos nel 1960


Trento (Agenzia Fides) - Nella città di Trento, presso la parrocchia Sant’Antonio di Padova, sabato 7 ottobre, nella ricorrenza liturgica della Beata Vergine del Rosario e nel mese missionario, si è aperta la Fase Diocesana del Processo di Canonizzazione, o Dichiarazione di Martirio, per padre Mario Borzaga (1932-1960), figlio della Chiesa di Trento e missionario Oblato di Maria Immacolata in Laos, e del laico catechista Thoj Xyooj Paolo (1941-1960). Ambedue sono stati uccisi in Laos in giovane età, alla fine dell’aprile 1960 (vedi Fides 2/10/2006). La cerimonia ha avuto luogo alla presenza di Sua Ecc. Mons. Luigi Bressan, Arcivescovo di Trento e del Tribunale Giudicante. Il Postulatore della Causa, Padre Angelo Pelis OMI, compagno di studi teologici di P. Bor! zaga e missionario nel Laos fino all’espulsione del 1975, da qualche anno ha coordinato e il lungo lavoro di preparazione per questo momento, che la Provincia d’Italia dei Missionari OMI, in accordo con i Vescovi del Laos e l’Arcidiocesi di Trento, ha voluto preparare e avviare.
A Trento si è compiuto un importante Atto Giuridico, attraverso il quale i due candidati del processo si possono già chiamare “Servi di Dio”. In questa Fase Diocesana, che può durare mesi o anni, il Tribunale raccoglie tutta la documentazione, studia gli scritti dei Servi di Dio, ascolta le Testimonianze di quanti li hanno conosciuti. Poi, conclusa questa fase, si trasmettono gli Atti (Istruttoria) a Roma dove, presso la Congregazione delle Cause dei Santi, inizia la Fase Romana, che trova l’eventuale giudizio positivo finale dato dal Papa. Tra gli intervenuti a questa Sessione di apertura c’erano parenti e amici della famiglia Borzaga tra i quali Lucia ed Emilio Borzaga, sorella e fratello di P. Mario; alcuni compagni di seminario di P. Borzaga. Presente anche Sua Ecc. Mons. Alessandro Staccioli OMI, compagno di studi e di missione di P. Borzaga, e Vicario Apostolico di Louang Prabang fino al 1975, ora Incaricato per i laoti! ani in diaspora nel mondo.
L’Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan nel suo intervento ha detto tra
l’altro: “P. Mario Borzaga è andato missionario nel Laos, come “Oblato”, cioè come uno che affidandosi alla chiamata del Signore si è offerto pienamente. E, in un ambiente che sapeva pieno di difficoltà, si è donato totalmente al servizio dei fratelli. In questa missione, rischiosa per la sua stessa vita, era felice in mezzo al sacrificio. Oggi siamo qui per considerare la sua generosità, che incoraggia tutti noi a seguire questo cammino di vera donazione e generosità. Con la testimonianza di p. Mario Borzaga e del laico catechista Thoj Xyooj Paolo la comunità cristiana si arricchisce sempre di più. Per questo siamo grati a questi martiri, perché hanno saputo testimoniare con la loro vita e con il loro eroismo la fede in Cristo”. (S.L.) (Agenzia Fides 12/10/2006; Righe 30, Parole 465



Agenzia Fides 19/9/2006

ASIA/LAOSUn nuovo sacerdote degli Oblati di Maria Immacolata ordinato in Laos dopo 30 anni
Vientiane (Agenzia Fides) - Gioia e speranza nella comunità degli Oblati di Maria Immacolata (Omi) per l’ordinazione di un nuovo sacerdote Oblato in Laos, dove da oltre trent’anni non avveniva un’ordinazione sacerdotale di membri dell’ordine religioso missionario.Come informa il sito Internet www.omiworld.org, curato dall’Ufficio comunicazioni degli Omi, il nuovo prete è p. Somphone Vilavongsy, 32 anni, ordinato nel giugno scorso nella cattedrale del Sacro Cuore di Gesù a Vientiane, alla presenza di Vescovi, sacerdoti e oltre mille fedeli cattolici.A imporre le mani su p. Somphone è stato Mons. Jean Khamsè Vithavong, Vicario Apostolico di Vientiane e ultimo Oblato ordinato nel paese (nel 1975), mentre era presente anche il Nunzio Apostolico Mons. Salvatore Pennacchio.Il nuovo sacerdote è nato in Laos nel 1973. Nel 1988 si è trasferito nella residenza del Vescovo a Vientiane dove ha completato i suoi studi. Dopo alcuni anni ha chiesto di entrare in Seminario, ed è stato inviato in Australia presso il Seminario Oblato di Melbourne. Nel 2005 ha emesso la Professione Solenne come Oblato di Maria Immacolata, un anno dopo è giunta l’ordinazione sacerdotale. Gli Oblati di Maria Immacolata sono stati presenti in Laos per molto tempo, fra il 1935 e il 1975, evangelizzando e lasciando una traccia profonda nell’animo della popolazione locale. (PA) (Agenzia Fides 19/9/2006 righe 25 parole 251)



Zenit.org 12/12/2005

Laos: la prima ordinazione sacerdotale in 30 anni bloccata dal Governo Ritirata l'autorizzazione senza alcuna spiegazione

VIENTIANE, lunedì, 12 dicembre 2005 (ZENIT.org).- All'ultimo momento, il Governo del Laos ha fatto marcia indietro ed ha ritirato il permesso per la celebrazione che avrebbe dovuto costituire - l'8 dicembre, Solennità dell'Immacolata Concezione - la prima ordinazione sacerdotale nel Paese asiatico in tre decenni.

Ha confermato la notizia venerdì l'agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) "AsiaNews", citando alcune dichiarazioni del Vicario Apostolico di Vientiane, monsignor Jean Khamsé Vithavong OMI: "I soldati sorvegliano la chiesa per essere sicuri che l'ordine venga eseguito. Adesso bisognerà aspettare e vedere come si svilupperà la situazione".

"Nessuna spiegazione, a quanto sembra, è stata fornita dalle autorità per spiegare il rifiuto di un rito che era stato autorizzato, seppure con
limitazioni: non poteva svolgersi nel villaggio natale dell'ordinando e non doveva avere eccessiva partecipazione", sottolinea l'agenzia del PIME.

L'ordinazione di Sophone Vilavongsy, 32 anni, laotiano e missionario oblato di Maria Immacolata (OMI), aveva un significato speciale per la Chiesa in Laos, dove nel 1975, una volta salito al potere il comunista Patheth Lao, sono stati espulsi senza possibilità di ritorno tutti i missionari stranieri.

Da quell'anno non può entrare né operare nel Paese alcun istituto religioso internazionale con membri stranieri. Esistono case di formazione delle suore Amanti della Croce (vietnamite) e delle Suore di carità di S. Giovanna Antida (francesi), ma ospitano solo giovani laotiane.

In tutto il Paese c'è un seminario maggiore a Paksé - approvato, ma controllato dal Governo -, con educatori e docenti laotiani. Un religioso si reca in Laos da turista una volta l'anno per otto giorni ed imparte un intensissimo corso di Teologia.

Inizialmente autorizzata dal Governo, l'ordinazione presbiteriale di Sophone Vilavongsy era stata preparata nella piccola cattedrale del Sacro Cuore di Vientiane.

"L'ordinazione di Sophone sarà offuscata dalla proibizione del Governo di celebrarla in forma pubblica e solenne nel villaggio natale di Sophone e mio, che è anche il primo villaggio cristiano del Laos [.]. Farò l'ordinazione in forma discreta a Vientiane, nella povera piccola cattedrale. Pregate per noi... É difficile!...", aveva affermato prima di arrivare l'8 dicembre monsignor J. Khamsé Vithavong, Vicario Apostolico di Vientiane, unico e ultimo oblato laotiano, ordinato il 25 gennaio 1975.

Si erano già recate nel Paese per l'ordinazione alcune persone provenienti dall'Australia, dove il futuro sacerdote si è formato, ha pronunciato i voti perpetui ed è stato ordinato diacono.

Gli oblati hanno un legame particolare con il Laos.

Più di cento di loro, soprattutto francesi e italiani, sono stati missionari nel Paese asiatico tra il 1935 e il 1975. In questo modo, si è sviluppata una comunità piccola ma vivace, tanto che alcuni villaggi erano quasi completamente composti da cattolici. Durante la guerra sette oblati sono stati uccisi, e dopo la vittoria dei comunisti tutti gli altri sono stati espulsi.

E' rimasto monsignor Khamsé Vithavong, che ha portato avanti il suo lavoro in questi ultimi trent'anni aiutato attualmente solo da un anziano sacerdote, padre Khamphan.

Il diaconato e i voti perpetui di Sophone sono "segni di speranza per l'avvenire", ha affermato il Vescovo secondo quanto raccolto da "AsiaNews".

Ha conosciuto la sofferenza a causa della guerra anche la famiglia del futuro sacerdote, il cui padre - anti-comunista - è stato mandato nei campi di lavoro forzato e costretto ad abbandonare il villaggio cattolico per stabilirsi in uno non cristiano, dove alla fine la sua famiglia - sua moglie e otto figli, sei maschi e due femmine - si è potuta riunire a lui. Da lì, dove hanno vissuto per lungo tempo, dovevano percorrere 40 chilometri per andare a Messa a Vientiane.



Editoriale di "Avvenire" 20/7/2005

Tempi di catacombe
Al Laos due cristiani fan paura

«Cristiano, rinnega la tua fede»: l'ingiunzione non risuona dai secoli passati, da bocche di antichi legati imperiali di Diocleziano. Quella voce, che come noto risuonò solo ieri in oscure camere di tortura alla Lubianka, risuona ancora - sempre giovane voce del rauco Signore di questo mondo. Oggi, accade nel Laos: due cristiani sono stati condannati a tre anni dagli inquisitori di Vientiane, per questo. Ovviamente, come avviene nei regni di menzogna che continuano ad opprimere l'uomo, la motivazione è un'altra: «possesso illegale di armi». Ma quelle due vittime - ne sappiamo a malapena i nomi, Khamchan e Vanthong, e forse non sono cattolici ma cristiani evangelici - facevano parte di un gruppo di undici fedeli, arrestati a marzo, sotto Pasqua; e gli altri sono stati rilasciati dopo aver firmato una rinuncia formale alla loro fede. Non giudichiamo costoro, i deboli, antica figura essi stessi (in passato furono chiamati "lapsi", gli inciampati): nel lager di Muang Phine, tre anni sono la distanza tra la vita e un'orrenda morte di stenti e di percosse. Ma converrà ai due che non hanno rinnegato l'antico, nobile nome: "martiri", cioè testimoni. Strana religione, quella che Cristo ci ha dato. Ebraismo ed Islam ammettono la falsa apostasia del credente (nell'Islam si chiama taqiya, "dissimulazione") se la sua vita è in pericolo. Cristo pretende la pubblica professione della fede. Nella casa che fu di Shakespeare, è stato trovato nascosto sotto le travi del tetto il testo di una confessione di fede cattolica: era un testo scritto da Carlo Borromeo per assistere i cattolici che si celavano alla persecuzione anglicana. Quel testo, diffuso a rischio della vita da gesuiti francesi nel Regno Unito, negli anni in cui finirono alla forca 70mila "papisti", era dato al fedele che si celava per paura: per salvarsi l'anima, doveva pronunciarlo almeno in punto di morte, davanti a due testimoni. Quasi di sicuro il padre di Shakespeare pronunciò quella professione. Non si sa se lo fece anche il figlio; ci resta così l'interrogativo se il genio inglese sia morto da cattolico aperto e leale.Perché così ci ha voluto Cristo: leali, aperti verso Dio e verso gli uomini; perché la dissimulazione avvelena alla radice il rapporto fraterno con il nostro prossimo, ed è nostro prossimo anche il nostro nemico.Sembra strano, anacronistico? Ma evidentemente, non è così per il «Princeps huius mundi». La sua voce non si stanca di ingiungere, per bocca dei suoi strumenti: «Rinnega la tua fede». In Laos, i cristiani sono a malapena il 2 per cento della popolazione. E il fossile regime comunista che lo schiaccia, il Pathet Lao, dovrebbe avere altre urgenze. A causa sua il Laos vive di carità internazionale, il 20% del suo prodotto lordo viene da donazioni e aiuti.Da poco il regime ha ricevuto un enorme prestito dalla Banca Mondiale, altrettanto ossigeno per una nomenklatura alle corde. Che pericolo rappresentano due cristiani? Anzi, il rischio è che le grandi istituzioni internazionali possano reagire tagliando i fondi. Ma naturalmente, su quello i persecutori possono stare tranquilli: la Banca Mondiale non farà una piega. Si tratta solo di due cristiani, in fondo. Due testimoni, due martiri cristiani.



Da "Avvenire" 20/7/2005

DIRITTI VIOLATI
Otto famiglie della minoranza Khmu sono state obbligate ad «abiurare» firmando un documento, mentre in un villaggio del distretto di Kasy tutti i seguaci della Chiesa sono stati espulsi
Laos, in carcere perché cristiani
Giro di vite contro la comunità dei credenti. Due persone condannate a 3 anni per non aver rinunciato a professare la fede (R.E.)Due cristiani del Laos, Khamchan e Vanthong, arrestati 3 mesi fa, sono stati condannati a 3 anni di prigione. L'accusa: possesso illegale di armi. Questa almeno la versione ufficiale, ribadita anche dal ministero degli Affari esteri, come ha puntualizzato un suo portavoce, Yong Chanthalangsy. Ma all'origine della pena comminata ai due c'è il non aver rinunciato alla loro fede cristiana. Lo ha denunciato il Movimento Laotiano per i Diritti Umani (Mldu), che ha sede a Parigi, il quale ha raccontato che Khamchan e Vanthong facevano parte di un gruppo di 11 fedeli arrestati il 27 marzo scorso - durante le festività pasquali - in un villaggio della provincia di Savannakhet, nel sud del Paese. Il gruppo era stato incarcerato nella prigione di Muang Phine. Gli altri 9 sarebbero stati rilasciati per avere rinunciato ufficialmente alla propria fede.La notizia - diffusa ieri dall'agenzia Asia News - giunge a pochi giorni da un altro caso, l'ennesimo, di intimidazioni contro la comunità cristiane del Paese. Solo una decina di giorni fa infatti quattro cristiani erano stati arrestati proprio per aver rifiutato di rinunciare alla loro fede. Gli arresti, così come la sentenza di «colpevolezza» con cui sono stati condannati Khamchan e Vanthong, rientrano in una più vasta manovra orchestrata dal regime comunista - al potere nel Laos dal 1975 prima con il nome di Pathet Laos, quindi dal 1991 con quello di Partito rivoluzionario del popolo laotiano - contro le comunità religiose. Fra l'altro - conferma Asia News - l'Mldu ha accusato il governo di portare avanti «una campagna di repressione» contro i cristiani del distretto di Kasy, vicino a Vientiane. Secondo il gruppo, 8 famiglie cristiane della minoranza Khmu sono state forzate a rinunciare alla loro fede firmando un documento. Altri due cristiani, di cui si forniscono solo i nomi, Khamphay e Pheng, dopo il loro rifiuto a firmare, sono rinchiusi nella prigione di Kasy. In un altro villaggio de l distretto, a Ban Viengsamay, le autorità hanno espulso dal villaggio tutti i cristiani.Il Mldu chiede al governo laotiano di «liberare tutti i cristiani detenuti» e di permettere l'entrata nel Paese di osservatori internazionali che possano verificare la situazione dei diritti umani in Laos. Il Mdlu ha anche rivelato che nella provincia di Savannaketh ai cristiani è proibito di radunarsi in casa per la preghiera. La campagna per costringere i cristiani a rinunciare alla loro fede è attuata anche in altri distretti.



Agenzia Fides

Nuova speranza per i cattolici laotiani del Nord: dopo la nuova chiesa si attende l’inizio del lavoro pastorale di Mons. Tito Banchong
Luang Prabang (Agenzia Fides) - C’è nuova vita e fervore nel Vicariato di Luang Prabang dove l’11 marzo scorso è stata aperta la prima chiesa cattolica nel Laos del Nord dal 1975, dopo la rivoluzione comunista.
La parrocchia, è una piccola struttura di 11 metri per 8, nel villaggio di Ban Pong Vang, dove abitano 86 famiglie cattoliche sulle 200 presenti. La piccola chiesa può contenere circa 150 fedeli. Mons. Tito Banchong Thopahong, 56 anni, Amministratore Apostolico del Vicariato di Luang Prabang, si è detto molto felice per la nuova chiesa e ha ringraziato Dio per aver ispirato le autorità di governo a permetterne l’edificazione, mentre le famiglie cattoliche hanno espresso gioia e rinnovato entusiasmo.
Monsignor Tito è l’unico sacerdote presente nel Vicariato. Non avendo il permesso di risiedere a Luang Prabang, vive nella capitale Vientiane, che dista circa 180 km dal Vicariato, dove vivono nel complesso circa 3.500 fedeli cattolici. Essi, nonostante trent’anni di difficoltà e di rara presenza di sacerdoti, hanno conservato la fede.
Mons. Tito nutre speranza di potersi trasferire presto a Luang Prabang per restare vicino alla porzione di popolo di Dio a lui affidata: le autorità civili, infatti, dopo la concessione della chiesa, hanno dato anche il permesso di edificare un casa di residenza che sarò terminata a dicembre 2005.
L’Amministratore Apostolico ha comunque potuto visitare i cattolici laotiani del Nord in occasione della scorsa Pasqua ed è rimasto molto edificato per la loro fede e devozione, sperando di poter presto iniziare con loro un vero lavoro pastorale specialmente per il bisogno di formazione.



Agenzia Asia News 31/3/2005

Laos, i cattolici del nord celebrano Pasqua in una nuova chiesa
Vientiane (AsiaNews/Ucan) - I cattolici di Ban Pong Vang, nel nord del Laos, hanno potuto celebrare la Pasqua nella nuova chiesa di Nostra Signora di Fatima, consacrata poche settimane fa dal nunzio apostolico mons. Salvatore Pennacchio. Si tratta della prima chiesa costruita nella regione settentrionale del paese dal 1975, da quando cioè il paese è diventato un regime comunista nel quale manca la libertà religiosa e l’impegno della Chiesa sottoposto a continue violazioni e persecuzioni.
A celebrare i riti pasquali è stato mons. Tito Bachong Thopahong, responsabile - e anche unico sacerdote - del vicariato apostolico di Luang Prabang. Mons. Thopahong si è recato nella nuova chiesa per le funzioni pasquali, attese con trepidazione dalle 86 famiglie cattoliche del villaggio che si sono dette “molto felici” di poter disporre ora di un nuovo luogo di preghiera.
I cattolici di Ban Pong Vang, che si trova nella provincia di Xayaburi, sono in buona parte di etnia Khmu e per lo più coltivatori di riso e agricoltori.
Mons. Thopahong, che è di etnia Hmong, ha vissuto sulla sua pelle l’avversione del governo verso il cristianesimo: è stato in carcere dal 1977 al 1981, dal 1984 al 1986 e ancora 5 mesi nel 1998. Ora può svolgere il suo lavoro pastorale, ma solo su permesso delle autorità: “La presenza della Chiesa in Laos” afferma il sacerdote “si diffonde in modo lento perché si deve operare all’interno della politica religiosa del governo. Vogliamo insegnare alla gente a diventare persone religiose così di aiutare lo sviluppo del paese in tutti i suoi aspetti”. Ma il sacerdote si dice ottimista che le autorità possano dare l’approvazione per costruire un’altra chiesa nel villaggio di Phonxiang, dove già i fedeli si incontrano con regolarità per pregare.
Intanto mons. Thopahong sta pensando di aprire una casa per le vocazioni nel suo vicariato e vuole rivolgersi ai funzionari pubblici perché permettano la costruzione di alcuni ambulatori nelle province di Nong Khieu e di Viengkham, finanziati dai vescovi italiani. La Conferenza episcopale italiana ha provveduto ai fondi per la costruzione di un lebbrosario a nella città di Luang Prabang.
Il vicariato apostolico di Luang Prabang conta 3500 cattolici distribuiti in 6 parrocchie su una popolazione di 1.248.000 abitanti. (LF)



Agenzia Fides 15/3/2005

LAOS: Inaugurazione di una chiesa parrocchiale
Nel Nord del Paese, nel Vicariato Apostolico di Luang Prabang, è stata aperta al culto una chiesa cattolica, per la prima volta dal 1975. (Adattato da Agenzia Fides, Asia News e «Agence d’Information des Missions Etrangères de Paris» (http://eglasie.mepasie.org/).
Luang Prabang (Agenzia Fides) - Sabato 11 marzo 2005, con solenne e partecipata cerimonia, S.E. Monsignor Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico di Thailandia, Cambogia e Singapore e Delegato Apostolico per Malaysia, Brunei, Myanmar e Laos, ha benedetto la prima chiesa nel nord del Laos, dopo la rivoluzione comunista di metà anni ‘70.
La comunità cattolica di Pong Vang, Vicariato Apostolico di Luang Prabang, nella provincia di Sayaburi, composta da più di 300 fedeli, ha conservato la fede e ha saputo mantenersi unita per tutto il lungo e difficile periodo in cui ai sacerdoti non era possibile recarsi in quelle zone. “Questa piccola nuova Chiesa, dedicata alla Madonna di Fatima, è un premio per la fede di queste piccole comunità”, ha detto a Fides mons. Pennacchio.
Insieme con il Delegato Apostolico, hanno concelebrato la Santa Messa Mons. Tito Banchong, Amministratore Apostolico di Luang Prabang, e Mons. Brian Udaigwe, Consigliere di Nunziatura. Erano presenti alla cerimonia religiosa le autorità civili del distretto di Sayaburi.
I fedeli, accorsi numerosi nel piccolo luogo di culto, hanno seguito con molta devozione il sacro rito. Durante l’omelia, il Rappresentante Pontificio li ha incoraggiati e ha portato loro i saluti e la benedizione di Sua Santità Giovanni Paolo II. Il giorno precedente, 10 marzo, Mons. Pennacchio, accompagnato dalle autorità del Ministero della Sanità di Vientiane e di Luang Prabang, si era recato al lebbrosario di Pak-Leum per inaugurare dei progetti sostenuti dalla Conferenza Episcopale Italiana.



Agenzia Asia News/Ucan

In ricordo di p. Chevroulet: ha tradotto il Vangelo in lao
La traduzione dei Vangeli in lao è l'eredità che a tutti i cristiani del Laos ha lasciato p. Pierre Chevroulet, missionario francese della congregazione degli Oblati di Maria Immacolata (Omi). P. Chevroulet è morto il 18 settembre 2004, all'età di 80 anni a Bangkok, dove viveva dal 1978. Aveva lavorato come missionario in Laos per 19 anni occupandosi della formazione dei seminaristi e dedicandosi alla traduzione dei testi sacri nella lingua locale. Era stato espulso dal Laos dal 1976, ma il suo ricordo nella comunità del posto è rimasto vivo.
“La traduzione letterale dei Vangeli è stata fatta da preti indigeni - ricorda Mons. Pierre Banch, responsabile della promozione dell'apostolato dei laotiani all'estero - p. Chevroulet si è occupato della supervisone, di controllare che tutto il lavoro fosse conforme alla tradizione ecclesiale”. P. Pricha Thamniyon, superiore degli Oblati in Thailandia e Laos, ha aggiunto che con lui collaborava anche un gruppo di cristiani protestanti. “Il suo primo obiettivo era imparare la lingua locale, conosceva molto bene anche il greco e il latino” racconta mons. Jean Khamse Vithavong, vicario apostolico di Vientiane (la capitale - ndr) e suo confratello. Il vescovo ha sottolineato che gli abitanti dei villaggi ricordano p. Chevroulet anche per il suo lavoro pastorale: “il fine settimana andava in bicicletta o a cavallo nei villaggi cattolici per assistere i fedeli”. I Vangeli tradotti dal missionario francese sono ancora utilizzati dalla Chiesa in Laos.



Agenzia Fides

Nelle aree remote del Laos le minoranze etniche cristiane raggiunte dalle onde di Radio Veritas, grazie a un missionario degli Oblati di Maria Immacolata
I fedeli cattolici laotiani di etnia hmong, che vivono in zone remote montuose difficilmente raggiungibili, ascoltano il Vangelo e pregano il Santo Rosario grazie a Radio Veritas, l'emettente cattolica che trasmette da Manila in lingua hmong. Il servizio è assicurato da p. Daniel Taillez, missionario degli Oblati di Maria Immacolata. La sua missione pastorale fra le minoranze etniche hmong continua oggi via etere, grazie alle trasmissioni di Radio Veritas. Il segnale della Radio cattolica più nota dell'Asia si sviluppa a partire da Manila per un raggio di oltre 6.000 km, raggiungendo l'Indocina. La radio trasmette in 17 lingue, incluse cinese, vietnamita, urdu, hindi, indonesiano, russo e hmong. Le trasmissioni in hmong sono iniziate nel 1994 grazia alla presenza di p. Yves Bertrais, con l'intento di raggiungere le popolazioni cattoliche hmong in Cina, Vietnam e Laos e Tailandia. Padre Bertrais cominciò a tradurre e trasmettere brani dell'Antico e Nuovo Testamento, omelie sui Vangeli della domenica, per tener viva la fiamma della fede in aree dove spesso un sacerdote manca per anni interi. Oggi le trasmissioni in hmong, grazie a p. Daniel Taillez, si sono arricchite con preghiere, vite dei santi, Catechismo della Chiesa cattolica, canti e musiche tradizionali e anche attualità. Le trasmissioni comprendono quattro programmi settimanali, ciascuno di 25 minuti. “Il mio sogno – dice a Fides p. Taillez – sarebbe quello di poter rientrare in Laos o in Cina. Poi mi piacerebbe anche verificare quanti sono i nostri radioascoltatori, cosa pensano dei nostri programmi, ascoltare le loro esigenze e desideri. Riceviamo poche lettere da quelle zone remote. D'altronde vi abita gente molto povera, ed anche mandare una lettera è un'impresa molto difficile. Ma quelle che ci giungono ci ringraziano per il nostro servizio e ci incoraggiano ad andare avanti”.



Agenzia Fides

I frutti delle Giornate Mondiali della Gioventù: vocazioni fra i giovani cattolici del Laos, speranze per la piccola Chiesa Laoziana
“La speranza per la nostra piccola comunità sono le giovani vocazioni, che potranno arricchire e fortificare la Chiesa laotiana. I giovani che scelgono la vita sacerdotale hanno partecipato alle Giornate Mondiali della Gioventù di Roma nel 2000 e di Toronto nel 2002: Il Signore li ha chiamati tramite le parole del Santo Padre durante quell'esperienza indimenticabile”. Lo ha detto in un colloquio con l'Agenzia Fides mons. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, Vicario Apostolico di Paksé, nel Sud del Laos. Il Vescovo racconta all'Agenzia Fides come la Chiesa locale, pur vivendo in condizioni di estrema difficoltà e sofferenza – continui nel suo lavoro pastorale, confidando nell'aiuto della Provvidenza. “Siamo una piccola comunità – racconta il Vescovo – con pochi cattolici, circa 14mila nel mio Vicariato assistiti da ‘un sacerdote e mezzo', come dico di solito: nel senso che un prete sono io, e l'altro è sacerdote molto anziano, in pensione, che non può muoversi. Ne servirebbero almeno dieci, ma non possiamo beneficiare dell'aiuto dei missionari (la loro presenza è proibita dal governo, ndr). Raggiungere e occuparsi dei fedeli sparsi nei villaggi è molto difficile: così essi ascoltano la Santa Messa una volta al mese, perchè ogni domenica viaggio, alternando la mia presenza nelle diverse parrocchie”. La Chiesa è molto povera di mezzi e strutture: “Non abbiamo scuole nè centri sociali. Ci aiutano solo due congregazioni religiose femminili con 76 suore che sostengono i parroci, soprattutto a visitare i malati. Nelle domeniche senza la Santa Messa le suore celebrano la Liturgia della Parola”. I Vescovi in Laos si incontrano poche volte l'anno e alcuni di loro hanno sofferto persecuzioni personali e anche la prigione: “Speriamo di poter godere in una maggiore apertura, in una vita più confortevole. Siamo isolati ed abbiamo bisogno di tutto, specialmente di formazione per i catechisti (300 in tutto nel paese)”. “In tutte queste difficoltà – nota il Vicario Apostolico di Paksé – abbiamo comunque vocazioni: attualmente 11 seminaristi si stanno preparando al sacerdozio. Su di loro la nostra piccola Chiesa ripone tutte le sue speranze. Sono frutti delle Giornate Mondiali della Gioventù, alle quali i giovani hanno partecipato, entrando in contatto con la Chiesa universale. Due di loro, Kadam, 25 anni e Boualy, 22enne, hanno partecipato alle GMG di Roma e Toronto. Il Signore ha parlato al loro cuore attraverso i messaggi del Santo Padre. Speriamo possano partecipare alla GMG di Colonia nel 2005!” Alla GMG di Roma durante il Giubileo del 2000 parteciparono 21 giovani del Laos fra i 18 e i 39 anni, accompagnati da un sacerdote e due suore, provenienti per la maggior parte da Vientiane. Sulla GMG dissero all'Agenzia Fides: “E' una immensa grazia di Dio. Ci ha fatto comprendere in che modo vivono la fede i giovani di altri popoli e nazioni. Viviamo in un ambiente buddista, ma la religione cristiana ci dà la speranza di incontrare Gesù dopo la morte e ci insegna ad impegnarci di più per gli altri”. Indipendente dal 1953 e governato da un regime comunista dal 1975, solo dal 1992 il Laos ha cominciato un processo di modernizzazione ed apertura all'economia di mercato e al mondo esterno. La Costituzione del 1991 concede libertà alle religioni ma, secondo l'interpretazione restrittiva di alcuni funzionari, si deve intendere “le religioni tradizionali del Laos”, cioè buddismo e animismo. Il cristianesimo è definito da molti “religione straniera”. Una legge del 1997 regola la libertà religiosa: il buddismo è quella più diffusa e accettata dal governo. Il territorio laotiano è ancora considerato “terra di missione” ed è quindi diviso in quattro Vicariati Apostolici: Paksé, nella parte meridionale, Savannakhet e Thakhet (che formano un unico Vicariato), Vientiane e la regione di Luang Prabang. Nella storia della Chiesa laotiana, occorre distinguere la missione nella parte del Nord-Est, tradizionalmente legata al Vietnam settentrionale; e la parte della valle del Mekong, a Sud. Qui nel 1895 giunsero dalla Tailandia i missionari delle Missioni Estere di Parigi (MEP), stabilendosi in un piccolo villaggio che si trova nell'attuale Vicariato Apostolico di Savannakhet-Thakhet. Vi fecero seguito gli Oblati di Maria Immacolata (OMI) francesi e italiani nella regione di Luang Prabang. Dopo il 1975, con l'avvento del regime comunista, i sacerdoti stranieri hanno dovuto abbandonare il paese. Resta tuttora difficile definire il numero dei cattolici, dato che dal 1975 non si effettua un censimento. Secondo alcune stime dei Vescovi locali, i fedeli sono circa 40.000, su una popolazione di 5,5 milioni di persone.



Agenzia Fides

VATICANO La visita pastorale del Card. Sepe in Laos: “Sono venuto soprattutto per ringraziarvi della vostra fedeltà alla Chiesa e alla sua Sede Apostolica, e per incoraggiarvi a testimoniare ancora di più Gesù e il suo Vangelo nella vostra vita quotidiana”
Città del Vaticano (Agenzi! a Fides) - “Il mio cuore è colmo di gratitudine verso Dio che mi ha concesso questa opportunità unica di celebrare questa Eucaristia, qui, nella vostra nobile terra, e di cantare con voi le lodi al Signore Gesù che ci chiama e ci invita a offrire la nostra azione di rendimento di grazie a Dio Padre”. Nella chiesa principale di Vientiane, in Laos, il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ha celebrato la Santa Messa giovedì 25 novembre, nel corso della sua visita pastorale nel sudest asiatico. Al rito erano presenti i Vescovi del Paese, sacerdoti, religiosi, religiose e laici. “Il Santo Padre mi ha incaricato di trasmettervi i suoi saluti paterni più affettuosi, e la sua benedizione per voi, le vostre famiglie e le vostre comunità - ha proseguito il Cardinale -. Sono venuto, a nome del Papa, per rafforzarvi nella fede che possedete già, grazie all'evangelizzazione che ha dato i suoi frutti nel vostro Paese. Gesù vi esorta ad avere coraggio, a non avere paura, perché Egli ha vinto il mondo”. Esplicitando poi i motivi della sua visita pastorale, il Prefetto del Dicastero Missionario ha detto: «Sono venuto a stimolare la vostra carità ossia l'amore ‘che è il vincolo della perfezione'... Sono venuto per rafforzare la vostra speranza affinché nessuna prova vi distolga dal cammino che state percorrendo, né dall'obiettivo della vostra vita cristiana: la salvezza della vostra anima, l'edificazione della Chiesa. Sono venuto soprattutto per ringraziarvi della vostra fedeltà alla Chiesa e alla sua Sede Apostolica; e per incoraggiarvi a testimoniare ancora di più Gesù e il suo Vangelo nella vostra vita quotidiana. Sono venuto per assicurarvi che il Santo Padre, la Santa Sede, la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, vi sono vicini nella preghiera, sostengono i vostri sforzi e soffrono insieme a voi per le vostre difficoltà pastorali. Sono venuto per incoraggiarvi a evangelizzare, a far conoscere a tutti i vostri fratelli laotiani la Buona Novella.” Il Card. Sepe ha quindi ricordato che, sebbene minoritaria, La Chiesa nel Laos “è frutto degli sforzi generosi di valorosi missionari e cristiani martiri che hanno versato il proprio sangue per rendere testimonianza a Cristo, per proteggere la loro fede ed edificare questa Chiesa”. La principale preoccupazione dei missionari — proseguiva il Cardinale — è stata di preparare evangelizzatori, catechisti, sacerdoti, religiosi e religiose. Oggi “i figli della vostra nazione guidano la vostra Comunità ecclesiale... Sì, voi siete responsabili di rafforzare nella fede e di far crescere in santità la Chiesa nel Laos”. Il Prefetto del Dicastero Missionario ha poi sottolineato la necessità che tutti i cristiani assumano viva coscienza della propria responsabilità per la diffusione del Vangelo e prendano parte nell'opera missionaria, secondo l'esortazione del Concilio Vaticano II. Quindi, rivolgendosi ai giovani, li ha invitati ad ascoltare la voce del Signore che li chiama ed ad essere generosi nella risposta di seguirlo. Infine il Cardinale ha concluso l'omelia ricordando l'Anno dell'Eucaristia: “Sforziamoci di migliorare la nostra comunione ogni volta che ci avviciniamo all'altare per ricevere Nostro Signore. Il nostro sforzo sarà ampiamente ricompensato da Nostro Signore. La Santissima Vergine Maria ci insegni a ricevere Gesù nel nostro cuore come Lei l'ha accolto nel suo seno!». Durante la sua visita, il Card. Sepe ha benedetto gli impianti sportivi nel Centro per gli handicappati di Vientiane. Nel suo discorso il Porporato ha ricordato che “la Chiesa incoraggia lo sport e riconosce i suoi valori positivi”, in quanto “lo sport ha per obiettivo l'uomo, l'uomo intero, nelle sue dimensioni corporali e spirituali”. Quindi, dopo aver ringraziato tutti i presenti e quanti hanno contribuito a finanziare le strutture, il Card. Sepe ha augurato a quanti entreranno in questo Centro “di trovare salute, gioia, pace, serenità, amicizia e fraternità”. (S.L.)




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